I superpoteri dell’esoscheletro che rimette in piedi pazienti paraplegici e neurolesi

Cosa c’entrano personaggi di fantascienza come Iron Man, Halo, Crysis, Advanced Warfare, Metroid con … l’ortopedia?

Se non sei un appassionato di questi videogiochi e serie TV, forse potrai pensare che stiamo dando i numeri.

Se invece hai già sentito parlare di questi “signori”, dotati di fantastici superpoteri e protagonisti di incredibili avventure, magari qualche idea già te la stai facendo…

Preparati, perché quello che stai per leggere è probabilmente uno degli esempi più eclatanti di come la tecnologia odierna, che ha ormai raggiunto livelli impensabili, può stravolgere completamente la vita delle persone, ripristinando stati di malattia considerati fino ad ora irreversibili…

… ispirandosi direttamente da quei supereroi stile Marvel che tanto ci facevano sognare da bambini.

Proprio così, ciò che fino a qualche anno fa era solo nella testa di registi, fumettisti e creatori di videogiochi oggi è (già) divenuto realtà.

Ma di cosa stiamo parlando esattamente?

Dell’esoscheletro, un apparecchio cibernetico in grado di costituire una sorta di “muscolatura” artificiale in grado di potenziare le capacità fisiche (come forza, agilità, velocità, potenza) di chi lo indossa.

Questa tecnologia, nata inizialmente per un impiego militare e apparsa solo nei film, fumetti e videogiochi di fantascienza, è stata realizzata da diverse industrie e centri di ricerca giapponesi e statunitensi come Cyberdyne e Sarcos.

Pur essendo una tecnologia ancora in fase di perfezionamento però, ha già trovato applicazione nel campo della medicina, dimostrando con successo di poter cambiare la vita alle persone affette da paraplegia e neurolesioni, anche permanenti.

La cosa incredibile è che il funzionamento dei modelli attualmente in sperimentazione sembra quasi avere del soprannaturale. 

In pratica questo apparecchio (che assomiglia a un’armatura) è dotato di rilevatori di impulsi elettrici in grado di registrare gli impulsi neurali o neuromuscolari della persona. Una volta registrati, questi impulsi sono trasmessi al dispositivo automatico in grado di muovere la parte meccanica dell’esoscheletro.

Pura magia? No, solo tecnologia al servizio della qualità della vita.

“Ecco come l’esoscheletro mi ha salvato la vita”

Scommetto che ti stai chiedendo se questo tipo di tecnologia è in grado di funzionare veramente e portare risultati a pazienti “reali”.

Devi . sapere che anche qui in Italia esistono già esempi eccellenti dell’applicazione dell’esoscheletro: è il caso del chirurgo ortopedico Marco Dolfin, che rimasto paralizzato in seguito ad un incidente motociclistico, è tornato ad operare grazie ad uno speciale esoscheletro fabbricato per lui.

Oppure di Manuela Migliaccio che ha perso l’uso delle gambe in seguito ad un incidente stradale ed è riuscita a percorrere 15 km in 7 ore grazie ad un esoscheletro bionico.

Ma forse il caso più sensazionale è quello di Tiziana Furiosi, paraplegica in seguito ad un intervento chirurgico, che grazie all’esoscheletro ha ripreso a compiere le azioni quotidiane più semplici come andare fare la spesa da sola.

L’esoscheletro bionico che usa Tiziana si chiama Indigo ed è frutto delle ricerche della Bionics di Richmond, in California.

Si tratta di un robot indossabile sopra gli indumenti che pesa solo 13 kg ed è costituito da una struttura in acciaio e carbonio con quattro motori elettromeccanici che si attivano col movimento del corpo.

Per utilizzarlo è sufficiente un “patentino” rilasciato dopo un periodo di training.

“Dopo 3 anni seduta sulla carrozzina, la prima volta che sono riuscita a mettermi in piedi con l’esoscheletro è stato un momento bellissimo, specialmente quando poi ho mosso i primi passi da sola” racconta Tiziana in questa puntata di Ulisse, il piacere della scoperta andata in onda lo scorso Aprile.

Sono tecnologie come queste che permetteranno alle persone di tornare a camminare, vedere, parlare.

Gli sviluppi della ricerca e gli investimenti che sempre di più si concentrano su queste soluzioni, porteranno in un futuro molto vicino ad una diffusione sempre più ampia di strumenti come questi, in grado di migliorare nettamente la qualità della vita delle persone con disabilità.

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2018-11-29T14:29:22+00:00